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domenica 5 aprile 2009



Tornavano i passeri a percorrere ombre d'oleandro
e la via s'adornò del loro silenzio.
C'è un'ansa dove non arriva il cuore
e lungo il mare la portano le barche
distaccate dai moli. Per ogni barca si muove il cielo
ondeggia l'acqua come un sospiro
torna il gabbiano a stridere
o cammina impettito sulle funi
del confine azzurro.
Tutto è trasalito con la primavera
i verdi getti del salice, la magnolia
i campicelli di primule
e la breve strada dei morti su per la collina.
Mi vengono a trovare
alle pendici dei sogni
sgorga un'acqua raminga dalle loro mani
e dal ricordo esalano profumi
che abitarono la giovinezza
come ogni tempo.
Gli accordi del giorno prevedono cetre
e corde sottili tra le dita
si muove il mare oltre l'estremo scoglio.
Va la mia barca, carica di erbe ricche
a solcare i mari del mio tempo
s'adagia prima di sera sul suo molo
e chiama gli uccelli.


(Enrica Loggi)

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