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giovedì 19 febbraio 2009

Il sorriso di Oho



Ho trovato queste parole per un evento recente: "Billemì" , la mostra di Nazareno Luciani alla Palazzina Azzurra di San Benedetto:

C'è un sorriso evanescente che non si cerca, ma si fa trovare nel divenire puntiforme di questa pittura così evocativa. Dallo sfondo alle figurazioni accennate, immateriali, a quelle energiche e volitive, c'è infatti il passo netto, lontanante, dell'evocazione. E quello che più ci lascia avvolti a questo linguaggio è il potere della pittura di restare immagine e cielo di se stessa; ci chiediamo anzi per dove passa il suo rendersi così aerea, docile, appena un pronunciamento a volte, la discrezione massima.
I grigi, i neri, i viola, i rari colori di questi quadri di Nazareno sono altrettante parole che sbocciano senza far rumore sui silenzi perlacei delle campiture dove labili dove fortissime. E sono alfabeti, lingue emerse che si affacciano per farsi momento e storia davanti ai nostri occhi, leggende in atto dove ci si apre al colore con estrema circospezione, quasi a temere di infrangere il Segno che l'artista vibra sulla tela solcandola e trasognandola...
...sono vie di un labirinto che reca in sè, nella figurina ricorrente di Oho, la chiave della favola umana di Nazareno e della nostra, quasi un punto di raccordo, o una scaglia, una vertebra della nostra struttura di esseri pensanti e pensati...

Enrica Loggi 



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