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mercoledì 27 aprile 2016

Un pomeriggio di poesia ad Ortezzano




La Val d’Aso è una terra verde dove questa primavera mette in mostra il suo abito solenne e insieme giocoso. L’abbiamo percorsa beandoci dei colori e della freschezza di un eterno verde, con la visione del fiume Aso serpeggiante nel suo letto sontuoso. Cercavamo un poeta, la sua voce, la sua distanza dalle cose vane e insieme il suo accorato punto di vista sulla realtà accompagnata da una visione fortemente lirica. Parlo di Carlo Guerrini, poeta perugino conosciuto attraverso Facebook con la mediazione di Lorella Rotondi, poetessa sambenedettese residente in Toscana e per sempre innamorata della nostra città. Nell’Auditorium di S. Antonio da Padova, ad Ortezzano, ricavato da una chiesetta tutta bianca, si è svolta ieri pomeriggio la presentazione del libro “Sotto invariate stelle” (Edizioni Aguaplano, Perugia 2014), nuova opera di Carlo Guerrini. Il poeta è stato presentato dal suo editore Raffaele Marciano e dalla sorprendente Lorella. L’evento fa parte di “Emergenze, Rassegna letteraria di bibliodiversità”. Nel piccolo vano dell’Auditorium le parole diventavano leggere e ricche insieme. Ascoltavo e mi sembrava che il discorso sulla Poesia, ogni discorso fosse permeato da un’istanza segreta, lontana eppure presente, armoniosa e un po’ surreale.
I due poeti erano accomunati da uno sguardo d’amicizia che colmava il vuoto di una terra lontana dal piccolo paese dove si è svolta la presentazione.
Il libro ha una copertina azzurra col titolo di color argento, che lo rende prezioso, unico e insieme vicino alla tradizione della poesia italiana risalente al dettato di Sandro Penna, come ha giustamente detto Lorella Rotondi. I due poeti, stando alle sue parole, sono entrambi “ragionieri” perché s’impegnano con assoluta serietà nella celebrazione del verso misurato ed armonico con un’arte che rasenta la perfezione geometrica e musicale. L’eredità che Penna lascia a Guerrini è il lirismo, la poetica dell’attimo fuggente, il difficile rapporto con la realtà. Perché è la realtà, e non la vita, che brucia l’innocenza, e se non si mantiene la purezza la poesia muore. Lorella aggiunge che per comprendere Guerrini, così come Penna, occorrono cultura e modestia, e soprattutto un’autenticità del sentimento: nulla è più complesso della semplicità. Suggestivo inoltre l’accostamento della poesia di Carlo con il cinema gentile e semplice del Maestro giapponese Ozu, per la profonda comprensione delle cose umane e per la capacità di rappresentarle con tratti essenziali.
La poetessa ci ha regalato anche il suo humour e una flessuosa simpatia e vitalità che ce la rende preziosa, e il sodalizio con Guerrini un momento unico.
Carlo si esprime con note chiare, gentili, che colmano la ricchezza della sua opera sospesa tra la poesia e la storia, commovente e gaia, ricca di trovate quasi artigianali, di parole come piccole giostre tra la verità e un fervido contorno acceso da una bella e continua emozione.

Due poesie di Carlo Guerrini:

Esposto alla grigioverde
luminosità del mare
mi fermo alle soglie del dirupo,
risano a quella luce
l'antica piaga del silenzio,
riprendo il cammino oscuro
sotto una nuova luna egizia.

*

L'anima divorerà il tramonto
nel suo rossore ingannevole,
come il sole seguirà la luce
nella sacra legge del ritorno.

Così ritornerai tra le oscure
e luminose febbri adolescenti,
bianco il tuo taccuino da viaggio,
chiaro labirinto il mondo.









http://www.aguaplano.eu/scheda/Sotto-invariate-stelle-67

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