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martedì 17 giugno 2014

"Pronto Enrica? Sono Rita" Visioni critiche di Rita Vitali Rosati sulla poesia di Enrica Loggi


Pronto Enrica? Sono Rita

Mi è sempre piaciuto pensare, e oggi ancora di più, al mondo della poesia, come a un giardino la cui quiete ( apparente ) è ricca di presenze, abitata da amici poeti e raffinati scrittori con i quali, di quando in quando, senza sottrarmi, ho potenziato uno scambio di telefonate, email, e brevi saluti formato cartolina.
Con Enrica ho intrapreso da tempo e da un lontano fin troppo poetico un duetto denso e confidenziale, attraverso il quale entrambe esploriamo le nostre solitudini e altri rovelli.  Nelle pause, quelle della quotidianità, vive, salvifica, la figura di Enrica che lega la sua storia al tempo e ai luoghi fitti di Infiniti, affollati di slanci emotivi, di perfette armonie.  In uno spazio in cui prende corpo la sua voce poetica, le sue parole transitano tra altri ritmi e altri percorsi per dire o “disdire” in un controcanto che il suo animo colto sa tradurre, nello scorrere del tempo.  E scorrono anche le immagini che Enrica, autrice delle malinconie vaporose ricompone attraverso i suoi versi.  Ho in mente i suoi sorrisi che vogliono tacere più che esprimere le amarezze di una vita difficile, la sua vocazione forte, isolata nella provincia dei malumori, delle distrazioni, dell’indifferenza.  In un paesaggio caotico come questo odierno, il suo “puntellare le rovine” di eliottiana memoria non parla di un’autrice estranea alla propria contemporaneità, ma la investe di un ardore fisico concreto che si materializza tra i “fiori inconsapevoli”, in quel giardino nominato all’inizio dove si percepiscono umori, respiri, fragranze, simmetrie dello sguardo e ardori di uno spirito comunque e silenziosamente energico.  Se è vero che sono tanti e diversi i modi di narrare, nella scrittura come nell'arte figurativa e nella fotografia, questo passo doppio di Enrica, (Enrica visionaria, Enrica spettatrice), ci testimonia di questo suo sguardo più ampio e meticoloso. Uno sguardo che è come una carezza dietro le finestre chiuse, dietro i mille trabocchetti della vita o  di una news di troppo che ci inchioda ad un muro, ad un’ombra. 
Tra le pieghe dell’esistenza e le trame di un’ interiorità che anima al femminile l’ascolto del mondo, Enrica ci prende per mano e ci conduce in una dimensione che sa di protezione. Come in una terra promessa investita da emozioni intense, da squarci dove fiori e foglie, cieli e la vastità del mare sono la metafora di ciò che nel profondo si agita, evapora e si espande mentre in un respiro più ampio e maggiore cresce la tensione poetica e altre e più alte accensioni. 
Immobile, il lettore, cara Enrica, ti  ascolta, miracolato dal dono così ricevuto.  Anch’io, tra loro, nel commiato finale, mia sempre più cara Enrica, ti saluto con l’ ammirazione  che tu ben conosci, riservandomi quell’abbandono che prelude al sogno per poi, perdermi come sempre tra i chiarori di questa tua rima attraversata dal vento…….

Rita Vitali Rosati  ( http://www.ritavitalirosati.it/ )

( Enrica Loggi - foto di Rita Vitali Rosati )

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