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martedì 8 dicembre 2009

Dedicato a Luana Trapè




I colori vivissimi ci invitano ad entrare nel mondo delle rappresentazioni figurali di Luana, (http://www.luanatrape.it/ ) come porte aperte, e quello che accade davanti al nostro sguardo fa strada a un viaggio che si nutre di fantasia. Sono lacerti di storie che rimandano altrove, sollevano istantaneamente da ogni raccordo che già conosciamo come a dire:" Di questa storia non sai nulla, entra e vedrai".
Parabole istantanee, leggende sfumate di cui s'individua un profilo apparentemente palese che rivela e nasconde, un tratto squisitamente narrativo che spinge verso il sogno, la sconfessione di una percezione abituale, ottenuta muovendosi in un "inedito" abbagliante, dove amanti possono abitare nuvole dense come cespugli, il cielo trasalire sull'unico uccellino che assiste alla scena, testimone, in mezzo a un verde brillante, del mistero amoroso sorpreso nell'istante di un bacio, nel "fenomeno" della sua unicità e della sua solitudine nel mondo.
Così sono immerse in una sorta di felicità arcana e primordiale tutte le altre raffigurazioni, colte nel momento in cui le cose si compiono, e sporge un gesto che congela la storia per farci tornare indietro alla sua origine e immaginarne lo sviluppo. Le figure umane che vi vivono sono colte nel gioco col mondo, nell'acme di un divenire, mentre cavalcano il tema dell'esistenza con un solo gesto che trasfigura, porta negli atri di un sogno ad occhi aperti, vivo di un silenzio prezioso in cui avvengono le cose prime e le ultime. I gesti si fanno solenni e irripetibili, e la storia, come la nostra vita, può avere un fianco morso da un'aquila, ma le gocce di sangue, toccando terra, diventano fiori. Un paradiso che è l'Istante in cui l'occhio dell'Artista scorge la materia per una mitologia distesa, mossa da una lievissima ala d'ironia, che ci fa strada verso un arcano che volentieri abitiamo, passando attraverso l'inevitabile sgomento, che è la porta necessaria per accedere a qualsiasi verità.

Enrica Loggi

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