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07/10/25

Presentazione del libro "Forse una gioia": immagini e video

Sabato scorso ha avuto luogo la presentazione che abbiamo preparato per lungo tempo.
Al Palazzo Piacentini di San Benedetto del Tronto hanno collaborato con me la giornalista Rosita Spinozzi (direttore de Il Graffio.online), l'attore Fiorenzo Massacci e Roberto Tamburrini che ha curato le immagini e l'allestimento scenico.
















"Le parole leggiadre dell'autunno" è stato il titolo dell'incontro.
Abbiamo cercato di donare la nostra fantasia per esprimere al meglio il contenuto del mio recente libro "Forse una gioia" (Pequod Edizioni, 2024). 

Alcune immagini della presentazione.
In fondo trovate il link per vedere  brevi filmati.
 
Enrica Loggi e Rosita Spinozzi









La Sala della Poesia di Palazzo Piacentini










Sullo schermo: uno dei disegni realizzati
da Roberto per illustrare la lettura









Fiorenzo Massacci legge alcune prose poetiche













***  I video dell'incontro  e altre foto 

si trovano in questa pagina:

https://www.ilmascalzone.it/2025/10/547940/?   


25/09/24

Una nuova raccolta di poesie e prose

 Enrica Loggi "Forse una gioia" (Pequod, 2024)

con prefazione di Rosita Spinozzi, direttore de Il Graffio.online

https://www.italicpequod.it/books/forse-una-gioia/














Questo libro si colloca sulla scia delle precedenti pubblicazioni, continuando il percorso meditativo che si snoda giorno per giorno attraversando luoghi e paesaggi del Piceno.

24 poesie, 2 poemetti e 15 prose illustrano infatti l'esperienza poetica che nasce a contatto con la natura o con luoghi particolarmente evocativi: la scrittura acquista improvvisamente un ritmo musicale suscitando un'atmosfera di sogno non avulsa dalla realtà. Realtà e fantasia si pronunciano insieme, traducendo il dettato della vita in un racconto fatato che accarezza la verità. Le trame esistenziali diventano così "canto" che solleva l'animo donando una poetica gioia, che vive anche di accenti dolenti ma sempre riscattati in un'ispirazione felice.

I due poemetti sono dedicati alle colline e al porto di San Benedetto del Tronto.

Le prose hanno i seguenti titoli:

Aspettando primavera

L'orto dei miei ricordi

"Il mare, il ritorno"

Torna il tempo della luce

Lo chalet dei piccioni

Il mercatino di Grottammare

La pineta dei Bersaglieri

Primo autunno sulle colline

Ottobre in poesia

Il mio presepe

Monsampolo del Tronto

Ripatransone

Spinetoli e le rose

Viaggio a Torre di Palme

Passeggiando per Marano

*

(Il libro si può acquistare nelle librerie on line)

30/06/23

"Arcani sentieri": poesie e racconti di Enrica Loggi e Antonella Roncarolo

 Venti poesie e cinque storie
della foresta magica


Le poesie di questo libro rispondono a un criterio di contemplazione, che si sposa spontaneamente con i racconti di Antonella.

Anche se scritte indipendentemente, esse sembrano composte contemporaneamente ai racconti, perché vivono di un sentimento esistenziale che le accomuna e le stringe in un progetto unitario.

L’intento di entrambe è di raccontare la vita nel suo aspetto più magico e profondo, utilizzando tuttavia un linguaggio semplice e dal tono fiabesco.

Fiabesco e misterioso è infatti il percorso tra fatti e fenomeni della vita che ci chiama incessantemente ad un impegno interpretativo di ogni singola parvenza come di tutto il complesso degli eventi. 

Compito della poesia e della letteratura in generale sembra infatti, a mio avviso, quello di tracciare una via estetica, ma anche morale e sociale, che sappia attraversare il bosco o la foresta esistenziale ricavandone insegnamenti e illuminazioni per una possibile, anche se difficile, liberazione spirituale.

L’ambientazione del bosco è particolarmente adatta a questo tipo di avventura letteraria perché tutte le creature che s’incontrano nella realtà o nell’immaginazione creano suggestioni e fascinazioni assolute che ispirano la ricerca e la guidano per mezzo di un’interazione costante tra natura e soggetto contemplante.

La poesia e il racconto si snodano così in  un’opera di rappresentazione e al tempo stesso di discernimento tra bene e male, tra luci e ombre, tra magie sempre cangianti, tra voci molteplici che esigono un giudizio di valore.

Gli “arcani sentieri” in cui spesso ci si può smarrire, sono altresì da percorrere per trovare una bellezza sempre aperta a chi la sa cercare, e una verità sempre accessibile a chi la sa costruire.

*

Arcani sentieri (Pequod Edizioni, maggio 2023)












Un'intervista alle autrici si può leggere nel seguente link


Acquista il libro su Ibs o su Amazon


https://www.amazon.it/Arcani-sentieri-Enrica-Loggi/dp/8860682819/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3RBWYIEL1O1SD&keywords=arcani+sentieri&qid=1688119404&sprefix=arcani+sentieri+%2Caps%2C195&sr=8-1


17/02/22


 La recensione di Luana Trapè al  mio "Poemetto della neve",

presente in "Una profonda leggerezza" 

http://www.ilgraffio.online/2021/11/25/poemetto-della-neve-enrica-loggi-recensione-luana-trape-cantare-silenzio/ 


http://www.luanatrape.it/


14/04/20

L'orto dei miei ricordi




In questo racconto descrivo un aspetto dell'attuale mia vita quotidiana. Ho cercato un angolo di natura nel piccolo orto dietro casa mia: uno spazio di colorate presenze per ricreare lo spirito che langue.
Ringrazio Il Graffio.online per la pubblicazione.


03/02/20

"La nuova alba", di Giulietta Straccia



Le poesie di Giulietta, di recente pubblicazione, sono state per me una lettura avvincente. Accanto alle vivaci immagini e alle metafore vibra concreto il senso della vita, rivestito di versi incandescenti, fissi in una liquidità che li lega l’uno all’altro senza pause, nella misura di un canto che sboccia felice e tesse parole d’amore e di dolore, lungo un’ispirazione florida e cospicua.
Nell’equilibrio mobile di un verso sull’altro, risplende il tutto di una nobile ingenuità, nella minuta ed effervescente contemplazione di quanto accade.
Il destino nella poesia di Giulietta è anch’esso poesia, grazia da abbracciare, canto da ripetere, consolazione che si traduce, si dispiega in immagini, come nei suoi dipinti che istoriano il libro, e sono l’equivalente policromo delle parole: disegni sulla rima del sogno, impavide proiezioni della fantasia, candidi esorcismi della sorte.
La poetessa s’incammina sull’onda fertile dell’ispirazione, tenendoci per mano, affidando al lettore l’equilibrio della comprensione, di una gioia che zampilla anche accanto alle note aspre, alla forza di un fato che traveste i colori, e coraggiosamente si porge a chi voglia trattenere per un attimo il respiro, conservare il tessuto immaginifico per restituirlo alla Vita che fa di Giulietta una maga bianca. Nella sua cornucopia essa accoglie accenti, figure, forme che si stemperano man mano che ascoltiamo la sua pagina viva e vibrante, e crediamo all’avvenire delle sue parole.

Verrei da te

Mi vestirei di silenzi
Mi spoglierei nel tuo cuore
Mi adornerei come una sposa
Salirei con te negli spazi deserti
della tua anima e
Lascerei germogliare
Il seme della speranza
Vagherei sospinta dal vento
nelle tue libertà
Incredula e stordita
Mi addormenterei nel tuo sogno


La prima parte del libro ospita anche cinque racconti, che sottintendono la stessa poetica. Lascio la sorpresa al lettore riguardo agli argomenti e aggiungo soltanto queste osservazioni tratte dalla prefazione di Cinzia Tani: “Sia le storie in prosa che quelle in versi sono suggestive, commoventi. Anche se fra le righe sentiamo scorrere lacrime di delusione e anche di disperazione, c’è sempre annidata la speranza, la voglia di serenità, la forza di volontà, la solidarietà a riportare l’equilibrio, a lasciarci un sorriso.“

12/12/19

Una piccola nota per Annalisa



Il nuovo libro di Annalisa Frontalini è con me da più giorni. Ammiro la sua poesia come un arcobaleno di poesie che s’incrociano arricchendosi di significati che si dispiegano sulla pagina come anime in cerca lungo i profili della vita. Quasi non posso fare a meno di scriverne tanto i suoi detti mi hanno interrogato, tanto ho desiderato rispondere, sulle ali dei suoi pronunciamenti appena accennati, nella sua voce che sa di ininterrotta confessione, di ricerca di un senso autonomo, per cui quanto viene affermato s’inanella dentro un elegante e definitivo florilegio di parole. Annalisa cerca se stessa in un rosario d’amore lontanissimo da qualsiasi retorica, tradotto laboriosamente nella musica del cuore, porgendosi a chi può leggerla mentre si dissemina tra le frange di un presente attentamente narrato, trascritto quasi angelicamente nella profonda sua spontaneità, lungo una musica lenta che appassiona noi e lei in un unico sintagma, per cui quanto viene letto è un presente tradotto e restituito in forma di poesia. Tutto questo sulle onde di ciò che è vissuto come una ricerca di pace, sul filo di un’ansietà che non disturba, anzi invita chi legge ad adagiarsi lungo le note di questa musica “imperfetta” e farsi accompagnare dal suono di versi generati dal buio di un’esperienza che li fa rifiorire, e accarezzano l’immagine sincera, nuda, inerme che Annalisa ha di sé. Originalissima forma, dettato autentico nel divenire che unisce come un filo rosso ogni ispirazione, per restituirne il canto sommesso, ed anche il grido in cui riconosciamo l’amicizia del poeta con il resto del mondo.

Fuori dall’oblò c’è luce
e una melodia stonata controvento,
un’illogica felicità si insinua
nel reticolo angusto delle mie paure
le guardo come fossero reliquie sante, le benedico
una ad una.
Danzo su note imperfette
a ciocche i miei capelli s’ingemmano, il naso si arriccia
gli occhi si riempiono di pagliuzze dorate e rido
senza provare vergogna per i miei denti sgangherati.
Così bella non lo sono mai stata.

(Annalisa Frontalini, “ La nota imperfetta “, Infinito edizioni, 2019)

Enrica Loggi

Altre mie recensioni sono sulla pagina :

https://nelsoffiodellapoesia.blogspot.com/p/recensioni.html 


06/11/19

"Autunno in Poesia"


Un nuovo incontro di poesia alla Sala da Tè "Il Flauto Magico" di San Benedetto del Tronto (via Custoza, 31). Domenica 17 novembre, alle ore 18.


Nella vita che ci sorprende, in questi giorni autunnali pieni di un nostalgico colore, ci ritroviamo al Flauto Magico che ci ospita nella felice memoria di tanti pomeriggi, di tante sere condivise. Devo un grande grazie a questa meravigliosa sala da tè che ora accoglie i miei scritti e le foto di Roberto. Solo quest’atmosfera raccolta, conviviale, amichevole può presentare al meglio le mie parole dettate da tanti ricordi e da infinita commozione. La magia di questo amato luogo ben si sposa con quella dell’autunno e ne restituisce i battiti. Ognuno di noi guarderà sincero la sua effigie, e scambieremo il reciproco sentimento tra le luci soffuse, tra i tavoli immutati negli anni. E qui rivive il nostro passato come un fiore, un frutto di variegato accento.


Lentamente si posa la poesia
sulle pagine scalze dell’autunno


Nel fluire delle cose, e specialmente nel mutare delle stagioni, c’è qualcosa che sembra non cambiare, che riemerge con volto rinnovato nel tempo. Soprattutto nel passaggio estate – autunno ecco ritornare più vivido un senso d’infantile stupore che si affaccia mentre guardiamo la vita trascolorare. La luce si attenua e gioca a sfumare colori e contorni. Un’aura di sogno invade la realtà: ecco, un trasalimento di gioia o di lieve dolore ci coglie e trasforma la semplice visione in poesia struggente.
Una melodia infinita sembra risorgere da azzurre lontananze spingendoci ad un umile abbraccio alle forme che tremano: sospesi tutti noi agli istanti che svaniscono, pure una segreta forza ci sostiene e ci afferra dal profondo.
L’autunno soprattutto rivela questa nascosta ispirazione in un cosmico sussurro che ascoltiamo in silenziosa meraviglia. Oppure tutto si raduna in un flusso di parole che fogli di carta trattengono a stento: vorrebbero volare anch’esse come foglie d’autunno.

Va crescendo come un grappolo l’autunno,
in fila i platani compagni di strada
lontano dal mare si trasforma la terra
in qualcosa che brucia le stoppie e le canne.
Il mare si fa accendere lontano
da un sole che brucia e colora di celeste
la sua favola fino all’orizzonte
come in un miracolo dura forse un anno
nell’avventura che ci tiene desti.

*

La voce di novembre è un grido fioco,
azzurro che riveste in rosa i colli,
le aguzze cime del severo ovest,
l’anima sottomessa dei miei versi
dedicati alla notte precoce
alla falce di luna
singhiozzo ignaro del cielo notturno.


(da: “Una profonda leggerezza”)