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sabato 10 gennaio 2009

dal racconto "Fortuna"



Il mio racconto di mare "Fortuna" si trova nella guida della città di San Benedetto del Tronto, pubblicata da Maroni Editore nel 1998. 
Eccone un estratto.

"Era tutto piatto. Dalla marina ai colli magri seguendo un declivio lentissimo, inesistente. Il velo del sole si disseminava tra le stradelle e il sale profumava i limiti delle case basse, basse come il mare che in fondo ha un letto largo più di metà del mondo e dorme, si alza, chiama. La terra piatta era di sabbia appena concreata con le pietre aggiunte a solco o sparse. Tra le case vicine c'era questa vastità di humus friabile, il suo mentire l'acqua. Scendeva costantemente una dolcezza d'elementi come il dono di esistere e dire che si fa altro, ben altro: si fatica. Si rattoppano reti, vesti, barche s'impeciano in una specie di rogo, le cerimonie sono lente e fruste, chi partecipa fa quello che fa, felice è il mare che conosce ogni cosa, mangia beve sogna rigurgita restituisce ripara quello che ha a suo tempo potuto distruggere. Tutte le anime del borgo hanno là il loro nido. Soffiano le loro tempeste, recitano minutamente, s'adunano, si scompagnano.
Io non saprei ricordare. Sono qui che mi muovo a ridosso del muro del porto, seguo i tubi a volute che portano nafta. La vastità non ha un particolare sorriso e cerco questa parete ( una lapide con molte lettere cadute, qualche nome sprofondato nell'acqua ). Accarezzo le grosse teste degli ormeggi, sono nani, chiodi, matrioske tutte uguali, con o senza la fune che va nella barca a motore e poi dondola e dorme. Le barche dormono sempre, con uno o due occhi. Qui dicono sempre di sì, perchè si fa la corda con la barca, che se fosse senza questa lingua allacciata andrebbe ad annuire da un'altra parte, questa volta sulla groppa dell'acqua come un cavaliere senza mente.
E quando si spostasse più in là, imboccando la prima gola di mare per dove si va e si ritorna, tra i due corni dei moli, sarebbe avvolta dall'Elemento restando pur come un cigno nella momentanea palude, senza che alcuna corrente le presti serio ascolto."
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Enrica Loggi 

da "Fortuna" in "San Benedetto città del mare" (Maroni 1998)

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